(in)formarsi nel web e nei mondi virtuali
I servizi pubblici italiani sono fruibili online al 100%, ma solo il 52% della popolazione è effettivamente connessa ad internet a banda larga, la percentuale minore di tutta l'Europa

Una delle notizie di cui si è più discusso all'inizio della settimana riportava come una delle riforme volute dal Governo Tecnico Monti voglia portare la pubblica amministrazione, con tutti i suoi servizi al cittadino, online.
Ma come stanno realmente le cose nel nostro paese?
E' possibile chiudere definitivamente il capitolo delle code agli sportelli?
Sembra di no.
Un'analisi della situazione la fa, ricca di particolari, il Corriere della Sera, in un articolo di lunedì, in cui si mette in luce come non solo i nostri servizi pubblici siano accessibili online al 100% (contro il 90,9% della Germania), ma soprattutto come siano i cittadini italiani a non essere online.
Del resto, avevamo già riportato l'ultimo rapporto Istat, secondo cui l'utilizzo di Internet in Italia cresce, soprattutto nel frangente mobile, ma le cifre sono ancora basse se paragonate al resto dell'Europa.
E se da un lato può preoccupare la percentuale di utenti internet poco pratici nell'utilizzo del computer, ancora più preoccupante è il dato secondo cui il 39% della popolazione italiana non si è mai collegata ad Internet.
Se per alcuni infatti può essere una libera scelta, dettata dal non sentire la necessità di utilizzare questo strumento, in alcune aree geografiche ancora non esiste la possibilità di ottenere connessioni fisse a banda larga.
Riporta sempre il Corriere della Sera, che entro un anno tutta la popolazione dovrà (secondo direttive europee) essere connessa ad Internet a banda larga, eppure siamo fermi al 52%, dato che rende la completa connessione un vero e proprio miraggio.
Se poi arriviamo all'ultimo paragrafo dell'articolo, vediamo come entro il 2020 (tra 8 anni, nemmeno tantissimi) ognuno dovrà poter accedere ad una banda di 30 megabit al secondo, velocità che ancora nessuno nel nostro paese può raggiungere dalla propria abitazione.
Se quindi da un lato possiamo essere felici della possibilità di accedere ai servizi pubblici online, forse ora dovremmo pensare a chi non può fisicamente accedere a connessioni internet stabili, e cercare di porre rimedio, al più presto, a questo stato di arretratezza digitale che caratterizza sempre di più il nostro paese.