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Epson pubblica uno studio da cui risulta che le aziende potrebbero migliorare sensibilmente il proprio ricavato migliorando la propria efficienza

Uno studio presentato da Epson la scorsa settimana in occasione di SMAU mette in evidenza come l'inefficienza faccia perdere alle aziende (non solo italiane) una parte consistente del loro ricavato.
Che l'Italia in questo frangente non sia il paese peggio messo diventa secondario, quando comunque un miglioramento del 5% dell'efficienza aziendale potrebbe portare ad un aumento dei ricavi pari al 4%.
Insomma, si tratta di ottimizzare i tempi, ma soprattutto i costi.
Perché l'inefficienza non è solo un problema dei lavoratori, ma anche delle attrezzature utilizzate.
Pensiamo a quando il computer in ufficio è lento, e ci mette 10 minuti ad aprire un file.
Ci mettesse meno, noi potremmo fare molto di più nell'arco della giornata...
Anche le stampanti sono parte integrante del problema, e non solo dal punto di vista dei tempi, ma anche al punto di vista dei costi.
Come avevamo già notato presentando le stampanti Epson WorkForce, una stampante con una maggiore efficienza energetica può portare alle aziende un maggiore risparmio, riducendo i costi (ed anche i tempi morti, in caso di stampante veloce).
Il problema dell'inefficienza può quindi venire affrontato da più fronti.
Da un lato aiutando i collaboratori a migliorare la propria produttività, dall'altro migliorando l'efficienza degli strumenti utilizzati dai lavoratori, in modo da ridurre i tempi morti, ed infine dotando la propria azienda di dispositivi energeticamente efficienti, in modo da risparmiare anche sui costi di gestione del parco macchine aziendale.