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Che cosa hanno in comune World of Warcraft e il DNA? Ben poco, verrebbe da dire. Eppure il più grande progetto educativo in Second Life sul genoma umano e animale nasce proprio dalle battaglie del noto gioco di ruolo online di casa Blizzard.Il progetto Genome Island è stato infatto creato da Mary Ann Clark, docente di biologia alla Wesleyan University, Texas. Ed è stato ideato grazie al marito della scienziata, visto che l'ha convinta a giocare con lui proprio a World of Warcraft.
Come nelle migliori storie, il progetto nasce per gioco. Inizialmente scettica, Mary Ann Clark si rende presto conto dell'immersività e della complessità del gioco, che in fin dei conti è un esteso esercizio di apprendimento.
Per avere successo in World of Warcraft occorre infatti comprendere le regole di comportamento, i passi per completare le quest, le strategie per incrementare le abilità del personaggio, ecc. Il tutto, grazie ad un sistema di feedback che consente di avere sotto controllo e sperimentare la crescita del personaggio e delle sue abilità, il raggiungimento di obiettivi, con infinite statistiche. E il giocatore è in questo modo incoraggiato a continuare nel suo percorso di apprendimento.
Mary Ann Clark ha pensato di riportare tutto questo nel suo insegnamento universitario. Non esistendo una versione "Biology" di World of Warcraft, ha pensato di realizzare il suo progetto in Second Life, dando vita alla Genome Island.
Genome Island è un moderno laboratorio - museo della genetica, che consente di apprendere le basi della biologia e della genetica in maniera davvero interattiva, coinvolgendo l'utente in esperimenti scientifici.
Genome Island, pensata per studenti universitari, è aperta anche al pubblico non accademico, vista la semplicità di molti suoi ambienti. L'isola è raggiungibile dal seguente slurl:
http://slurl.com/secondlife/Genome/120/145/53
Consiglio a tuttti di visitare Genome Island, che è anche descritta dalla stessa Mary Ann Clark in un articolo dell'ultimo numero di Innovate, che potete leggere qui.
Fonte Immagine: Flickr, album di Martinlu
(Via)